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Crisi e sanità. dicembre 22, 2009

Posted by occhioalgolf in Controlli sanitari, Sanità.
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Un italiano su cinque rinuncia alle prestazioni sanitarie per motivi economici. E sono soprattutto le visite specialistiche e odontoiatriche a creare problemi ai meno abbienti. Ne risentono i cittadini residenti nelle regioni del Centro (il 21%) e in quelle del Mezzogiorno (il 23,5%). Chi rinuncia alle visite mediche ha tra i 45-64 anni (24%), vive un una grande città (27,2%), e ha un livello di scolarità basso (31%).
Non solo si rimandano le cure meno urgenti, ma quasi il 21% degli intervistati ha anche ridotto l’acquisto di farmaci pagati di tasca propria: più del 23% dei 45-64enni, il 23,4% nel Mezzogiorno, il 28% dei residenti nelle grandi città, quasi il 29% dei meno istruiti. E ancora, quasi il 7% degli italiani ha dovuto fare a meno della badante, per sé o per un familiare, a causa della crisi. La percentuale sale al 7,7% al Sud e al 17,3% nelle città con 100-250 mila abitanti.
Sono alcune anticipazioni dei risultati del Monitor del Forum per la ricerca biomedica e del Censis che, ogni anno, fotografa il rapporto degli italiani con il Servizio sanitario nazionale. Per attendere i dari definitivi bisognerà aspettare ancora qualche mese, ma quelli preliminari offrono un quadro chiaro della situazione: se da un lato si rinuncia alla prestazione specialistica, dall’altro chi continua a rivolgersi al Ssn aspetta anche i tempi di lunghe liste d’attesa.
Nell’ultimo anno il 35% degli italiani si è rivolto alle strutture sanitarie pubbliche, accettando liste di attesa più lunghe, per ottenere prestazioni (analisi, visite mediche, cure) che in altri tempi avrebbero acquistato direttamente da strutture private, pagando di tasca propria. La percentuale sale al 40% tra gli anziani, al 41% tra i residenti nelle regioni del Centro, ad oltre il 47% tra le persone senza titolo di studio o con la sola licenza elementare.
“Rendere più efficiente la sanità pubblica – spiegano dal Censis – è l’unico modo per risolvere i problemi la crisi alla salute degli italiani. Bisogna tagliare gli sprechi perché ormai per molte Regioni è troppo alto il rischio di non riuscire più a finanziare la spesa per la sanità”.
Sebbene una persona su cinque rinunci alle cure mediche non urgenti, resta il fatto che la domanda di prestazioni sanitarie pubbliche è destinata ad aumentare. Ma, sottolineano gli esperti del Censis, c’è il rischio che l’affollamento crei un ulteriore allungamento delle liste di attesa e un maggiore ricorso ai noti espedienti usati per accedere più velocemente alle prestazioni sanitarie: Insomma segnalazioni e raccomandazioni potrebbero viziare le procedure per accedere alle visite. Già adesso quasi il 37% degli intervistati (oltre il 41% nelle regioni del Mezzogiorno) ritiene che sia aumentato negli ultimi tempi il ricorso alle ‘conoscenze’ per ottenere raccomandazioni e accelerare l’accesso alle strutture sanitarie pubbliche, e più del 25% pensa che sia aumentato il malcostume di fare regali alle ‘persone giuste’ per avere accesso a corsie preferenziali.

Migliorare i controlli sanitari è obbligatorio, soprattutto in momenti di crisi, per poter dare un’assistenza “sana” a tutti.

Commenti»

1. Crisi e sanità. « Una sanità sana per un futuro migliore. - dicembre 22, 2009

[…] Per approfondire consulta la fonte:  Crisi e sanità. « Una sanità sana per un futuro migliore. […]


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