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Sanità nel mirino. E se facessimo controlli? febbraio 23, 2011

Posted by occhioalgolf in Controlli sanitari.
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Nella sanità “si intrecciano con sorprendente facilità veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattive gestioni talvolta favorite dalle carenze del sistema dei controlli”. Lo sottolinea il procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia, ieri, 22 febbraio 2011, a Roma nella relazione alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario.

Da che parte sta il giusto ed il sano? gennaio 25, 2011

Posted by occhioalgolf in 2011, Comune di Milano, Controlli sanitari, Sanità, Valerio Onida.
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Ascoltate questo messaggio elettorale del Prof. Valerio Onida. Circa a metà dice:

“La quarta parola è efficienza…garantendo controlli effettivi sui risultati e non solo sulle carte…”

Mi pare un dèjà vu. Sono più di sette anni che cerco di spiegare che la parola magica è controllo. Nella sanità esiste un metodo, basta ampliarlo, sperimentandolo in larga scala, per una nuova sanità.

Qualcuno mi ascolterà? O occorre che “ci metta la faccia” in prima persona, magari già dalle prossime comunali di Milano del maggio 2011?

Commentate e date suggerimenti, dopo aver ascoltato questa persona moderata. Da che parte sta il giusto ed il sano?

La parola magica è controllo. gennaio 14, 2011

Posted by occhioalgolf in Controlli sanitari, sanitasana.
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Solo controllando si può non vergognarsi di far parte della categoria dei medici, se le cose raccontate in quest’articolo sul Giornale di oggi sono vere:

Siamo allenatissimi a qualunque genere di truffa, abbiamo tantissimi connazionali creativi che ogni giorno ci infliggono le loro prove sublimi, ma c’è una brutta razza di individui cui nessuno mai riuscirà ad abituarsi: i criminali della sala operatoria. I carabinieri dei Nas sono certi di averne smascherato un altro, all’ospedale di Ragusa: è il primario di chirurgia toracica Ignazio Civello, 62 anni, principe del bisturi, almeno nel suo circondario. Rabbia feroce e indicibile disgusto nel riferire le accuse che lo inchiodano. Non siamo nel campo – fertilissimo, come no – della malasanità classica all’italiana, con sviste, errori, liti e sganassoni comunque in buonafede. Siamo molto al di là: direttamente nel cinico e nel crudele. L’inchiesta parla di interventi inventati o gonfiati a puro scopo di lucro. La tecnica è un capolavoro di barbarie: il luminare terrorizza i pazienti parlando di forme tumorali molto gravi, tali da rendere necessario il prelievo dell’organo. Via un’ovaia a una ragazza molto giovane, via l’unico rene funzionante a una donna, quindi ridotta alla dialisi. Via lo stomaco a due malati, senza motivo. C’è pure il caso di un doppio intervento nel giro di poco tempo, il secondo spacciato per necessario, in realtà necessario soltanto alla rimozione di una garza dimenticata sotto. Inutile aggiungere che anche in questa corsia degli orrori aleggia il solito ricatto psicologico, purtroppo molto in voga in tanti altri ospedali italiani: signora, se si mette in lista l’intervento va molto in là, se lo fa a pagamento possiamo operare subito. Ci lasciano liberi di scegliere, i gentiluomini: come se davvero noi fossimo in grado di reggere l’alternativa, come se davvero una strada valesse l’altra, come se davvero il nostro stato di prostrazione e di soggezione ci permettesse di ponzare saggiamente il comodo dilemma…
Dopo l’inevitabile scelta, il business monta. Anche questo primario e i suoi sodali – altri sette i denunciati, lui ai domiciliari – non si accontentano del semplice intervento: taglio per taglio, massimizzare il fatturato. E avanti con il crimine più odioso: asportare organi, cioè pezzi di creature umane, cioè vita, senza alcuna necessità medica. Così, per aumentare l’incasso. Perché è evidente a tutti come un’asportazione renda enormemente più del semplice intervento riparatore. Se questa è tutta verità, il tenore burocratico delle accuse – concussione, falso ideologico, abuso d’ufficio – non rende minimamente l’idea della colpa. Siamo di fronte a mostruosità indicibili, degne delle ben note pratiche di Hitler nei suoi campi di sterminio. Il primario di Ragusa riesce a superare di slancio le già ributtanti efferatezze che sono costate 15 anni e 6 mesi in primo grado al popolare Pier Paolo Brega Massone, collega emerito, arrestato a Milano per interventi inventati o gonfiati nella clinica Santa Rita. Evidentemente il filone non si esaurisce mai. Che gli uomini, per denaro, facciano qualunque cosa non è scoperta recente. Ma che certi medici squartino spudoratamente il prossimo è la più imperdonabile di tutte le bassezze. Rovinano le persone. Soprattutto, sfruttano meschinamente lo stato di inferiorità psicologica, diciamo pure di totale dipendenza, che nei momenti della malattia tutti quanti avvertiamo. Ci rivolgiamo ai luminari in camice bianco inermi e smarriti come bambini, pendiamo dalle loro labbra e dal loro sapere, non badiamo a spese per beneficiare delle loro cure, ma loro che fanno? Molti di loro, troppi di loro, in piccola o in grande scala, ci guardano come si guarda alla slot-machine I più voraci, quelli con la cotenna a prova di sentimento, spingono fino in fondo, senza pudori, senza limiti, senza avvertire il minimo disagio. Cosa sarà mai, un’ovaia in meno, per una ragazza con tutta la vita davanti, con tante speranze di farsi una famiglia, avere dei figli, coltivare sogni e inseguire felicità. Cosa sarà mai, un rene in meno, per una donna che ne ha uno solo, che a questo rene affida tutte le speranze di una vita accettabile e decorosa, fuori dalla dittatura spietata della dialisi. Cosa sarà mai uno stomaco in meno, cosa saranno mai tutti questi piagnistei. Gli affari sono affari. Se ci inventiamo un tumore, se lo portiamo via con tutto l’organo interessato, alla fine questa umanità disperata ci sarà pure riconoscente per il resto dei suoi giorni…
Chiuderli in cella, buttare la chiave. E non c’è altro da aggiungere.

Considerazioni di fine decennio. dicembre 26, 2010

Posted by occhioalgolf in 2011, Alberto Nerazzini, Ambra Orfei, Arianna, Beppe Grillo, Canale Italia, Ci sarà un futuro?, Com'è andata a finire?, Controlli sanitari, Current TV, Davide Boni, Domenico De Felice, Facebook, Giornale, Giovanni Macrì, Guido Podestà, Ivan Rota, L'altra televisione, La prestazione, Laura Molteni, Manuela Donghi, Matteo Salvini, Milena Gabanelli, Odeon TV, ordine dei medici, Pomeriggio Italia, Rai 3, Regione lombardia, Report, sanitasana, SOI, Speciale TG, Telereporter, Tony Damascelli, Twitter.
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Sono passati sette anni e quattro mesi da quando ho iniziato a studiare e cercare di applicare e diffondere un nuovo metodo per il controllo sanitario.

Ricordo le pubblicazioni su Viscochirurgia; il mio libro “Ci sarà un futuro? Una sanità migliore in un mondo migliore”; l’articolo sul Giornale di Tony Damascelli; le interviste a Canale Italia, a Telereporter, a Rai 3 per Report, a Current TV. Ho mandato mail, sms, post su questo blog che ho fatto nascere appositamente nel luglio 2009. Ho diffuso un concetto nuovo di sanità sana tramite Facebook, Twitter. Ho riassunto tutto quello che ho fatto negli ultimi due anni su un nuovo libro che uscirà a breve e che, in onore della trasmissione più importante che mi ha capito ed ospitato, si chiamerà “Com’è andata a finire?”.

Cosa ho avuto in risposta concreta?

Dalle Istituzioni da me contattate, tra le quali Regione Lombardia, Ordine dei medici, Società Oftalmologica Italiana e molte altre, poco o assolutamente niente.

Dai politici, tra i quali Guido Podestà, Matteo Salvini, Davide Boni, Laura Molteni, Ivan Rota e molti altri di qualunque colore politico, poco o assolutamente niente.

Dal mondo della cultura (?!), tra i quali giornalisti, magistrati, gente dello spettacolo e molti altri, poco o assolutamente niente.

Dai colleghi e dagli amici, poco o assolutamente niente.

Ecco ora, a fine di questo nuovo anno, mi domando in fondo cosa posso chiedere dagli altri se, anche dalla mia famiglia, a cominciare da mia moglie (anche se separata) e da mia figlia, non ho mai ricevuto in questi lunghi anni nemmeno una parola di incitamento, di appoggio e, forse, di gratitudine, per quello che cercavo di imporre per il bene di tutti. Per lottare bisogna essere in tanti, ed io mi sento profondamente solo. Mi pare che gli altri mi considerino un pazzo che voglia scardinare un sistema ormai che viaggia “senza controllo”. Ecco, in questi sette anni, non ho mai incontrato nessuno che mi abbia detto che lottava con me e mi dava aiuto serio per la diffusione. Paura? Disinteresse? Egoismo? Ma la sanità non dovrebbe essere un bene comune?

Un nuovo anno è alle porte ed io, ormai da qualche mese, penso con decisione di fermare tutto. Non ho più stimoli. Mi sembra di parlare solo. Vorrei chiudere i miei blog, il mondo di internet. Mi sembra, in fondo, che non interessi nessuno se non a poche persone che, forse, mi vogliono bene.

Ecco il mondo di Internet. Pensate a come, questo mondo, abbia reso importante ad esempio Beppe Grillo, anche a lui ho fatto avere tutto, tramite il suo agente che ho conosciuto personalmente, e non mi ha nemmeno risposto. Ma siamo sicuri che a lui interessi veramente il mondo e le persone o solo il suo conto in banca e quindi non rischia a parlare di un sistema difficile come quello sanitario?

Ecco che ora, nel farvi gli auguri per il prossimo anno e decennio, vi chiedo seriamente e con coraggio di diffondere, da oggi, il mio concetto di sanitasana. Voi e solo voi potete diffondere ad altri, la catena si allungherà e, prima o poi toccherà qualcuno veramente interessato al bene comune. La trasmissione di Report, a cui ho partecipato, è stata vista da più di 11.000.000 di persone, ma questo mondo è più vasto. Basta volere. Non ho bisogno di manifestazioni di solidarietà, ma di diffusione delle mie idee. La sanità ne ha bisogno.

Basta che ognuno di voi scriva e dica a tutti quelli che conosce che nessuno mi fermerà.

Al contrario, se non avrò appoggio concreto e serio nemmeno qui, comincerò a pensare di essere veramente pazzo ed il Sistema vincerà.

“Se sei affamato di vita devi creare qualcosa che resti”

Com’è andata a finire? dicembre 18, 2010

Posted by occhioalgolf in Alberto Nerazzini, Ci sarà un futuro?, Com'è andata a finire?, Controlli sanitari, Domenico De Felice, La prestazione, Milena Gabanelli, Report, sanitasana.
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Un altro anno sta per finire. La mia battaglia per una sanità nuova e sana non si ferma. Tra poco andrà in stampa la mia nuova fatica che, in onore della trasmissione giornalistica più riconosciuta, si chiamerà “Com’è andata a finire?”. Un augurio per un Natale sereno ed un 2011 felice e sano!

Utili prescrizioni…anche se in ritardo! dicembre 3, 2010

Posted by occhioalgolf in Controlli sanitari, Prescrizioni mediche.
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Oggi sul Giornale leggo quest’articolo:

“La rivoluzione tecnologi­ca della sanità lombarda fa un altro passo in avanti. Do­po le cartelle cliniche su iPad, dopo le diagnosi e le radiogra­fie inviate via banda larga, do­po il certificato di malattia on line, adesso arriva il tic­ket via web. La Lombardia fa da apripista ed è la prima regione ita­liana in cui il ticket sanitario per visite ed esami si potrà prenotare e salda­re su Internet, evi­tando le code agli sportelli dell’ac­cettazione degli ospedali. Basterà avere in mano la carta regionale dei servizi ed ave­re a disposizione una connessione a Internet e un let­tore di smart card, un mini apparec­chio che si trova sul mercato a prez­zi abbordabili e che durante l’au­tunno 2009 veniva anche ven­duto nelle edicole a meno di 10 euro. Chi non avesse a di­sposizione un computer, può rivolgersi alle bibliote­che o chiedere alle scuole do­ve è stato messo a disposizio­ne un pc dotato di smart card. Il nuovo sistema di paga­mento si chiama PagoCRS e per accedere al servizio baste­rà utilizzare il link sul sito http://www.icp.mi.it o connettersi al sito http://www.pagocrs.com. Da ieri, grazie a un accordo tra le strutture ospedaliere e la direzione generale della sa­nità regionale, possono esse­re pagati on line i ticket delle visite e delle prestazioni am­bulatoriali di 23 poliambula­to­ri milanesi e degli Istituti cli­nici di perfezionamento, che comprendono l’ospedale Buzzi, il Centro traumatologi­co ortopedico, l’ospedale di Sesto San Giovanni e il Bassi­ni di Cinisello Balsamo. Do­po una prima fase di speri­mentazione, il pagamento on line verrà esteso anche al­le altre aziende ospedaliere. «I vantaggi di questo sistema – fa notare il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni – sono evidenti: i cittadini potranno evitare moduli da compilare e code alle casse, risparmiando tem­po. È un servizio che rientra nell’ottica della semplifica­zione che porterà ad esem­pio anche all’introduzione della ricetta elettronica. La sa­nità lombarda conferma an­cora una volta le proprie ec­cellenze e il proprio ruolo di capofila a livello nazionale. Con questa nuova opportuni­tà viene anche ribadito il car­dine di tutto il sistema, che è la centralità delle persone e dei propri bisogni». Lo sviluppo delle nuove tec­nologie in sanità è uno dei punti chiave del piano socio sanitario appena approvato dalla Regione Lombardia che prevede anche un uso più frequente della card sani­taria che tutti abbiamo nel portafogli. «Questa nuova fa­cilitazione – spiega l’assesso­re lombardo alla Sanità, Lu­ciano Bresciani – a vantaggio dei cittadini è un ulteriore passo nello sviluppo delle nuove tecnologie oltre che una conferma della nostra li­nea di miglioramento conti­nuo della qualità del siste­ma ». Grazie al nuovo sistema, si punta sia a velocizzare le pre­notazioni, sia ad evitare le doppie o triple prenotazioni di esami negli ospedali. Uno dei problemi da risolvere in­fatti è quello delle liste di atte­sa fittizie: non di rado c’è chi fissa una visita in più ospeda­li, cercando la data più vici­na. Poiché nella maggior par­te dei casi la prenotazione fa­sulla non viene annullata, a catena slittando anche tutti gli altri appuntamenti.”

Tutto bello e perfetto. Poi per una persona che come me adora la tecnologia, in più applicata alla medicina! Il massimo! Infatti tutto quello che hanno scritto e deciso i vertici della sanità lombarda io l’ho già pensato “sul campo” e scritto in un post del 1 dicembre 2009 che allego:

Una proposta sana. dicembre 1, 2009

Da molto tempo si parla di centralino unico per le prenotazioni di visite o esami ambulatoriali.

Secondo me si potrebbe attivare un servizio regionale in modo tale che un cittadino della Lombardia possa, in tempo reale, prenotarsi una visita specialistica o un esame stumentale, senza dover perdere tempo con ricette, attese ecc ma direttamente dal proprio computer.

Le persone che ancora non hanno una connessione con internet per esempio potrebbero utilizzare le farmacie.

Naturalmente bisognerebbe mettere in rete tutte le Strutture accreditate con il Sistema Sanitario.

Un paziente saprà dove può farlo più velocemente, magari spostandosi dalla propria sede ma comunque nella Regione, oppure prenotarlo per tempo più vicino al proprio domicilio.

Questo porterebbe due benefici:

  • I medici generici tornerebbero a fare i medici, e non “gli scribacchini”, per cui ritornerebbero ad essere un filtro ed un primo approccio per il paziente alleggerendo i pronti soccorsi. Gli stessi potranno prenotare direttamente visite o esami specialistici.
  • I pazienti non perderebbero più tempo nella prescrizione e nella prenotazione. Ormai tutti siamo abituati ad usare interenet per la banca, per prenotare biglietti aerei, cinema, teatro. E chi non è in grado verrà aiutato da un parente o nelle farmacie.

Questo non porterà ad un aumento delle prestazioni (nessuno si fa visitare se non occorre),  e, forse, porterà ad una maggiore responsabilità nel cancellarsi in caso di impossibilità.

Poi porterà la propria tessera sanitaria che sarà unico documento utile anche per la Struttura per essere rimborsata dalla Regione.

Complimenti a Formigoni e Bresciani. Ci siete arrivati. Tardi di un anno ma ci siete arrivati! E se seguite le mie indicazioni farete sicuramente meglio di quel che avete fatto.

Perchè fare i controlli è importante. ottobre 18, 2010

Posted by occhioalgolf in Controlli sanitari.
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Oggi ho rivisitato dopo trenta giorni dalla prima volta un collega a me coetaneo.

Nella prima visita avevo fatto diagnosi di ipertono oculare e, dopo avere eseguito perimetria computerizzata, curva tonometrica, pachimetria corneale e GDX, diagnosi e terapia per glaucoma. Oggi ho controllato il tono che solo con una goccia di collirio ipotonizzante appare compensato.

Sarebbe una storia di diagnosi clinica come un’altra che quotidianamente, da trent’anni ormai, eseguo. Peccato che si tratti di un collega che è stato controllato da altro oculista periodicamente. Oggi ha un glaucoma conclamato e probabilmente, ma dovrei dire certamente, il collega oculista non saprà mai di aver sottovalutato.

Oggi ho chiesto se aveva detto qualcosa al collega oculista e la pronta risposta è stata: “Queste cose non si fanno. Si prende atto”.

Ecco perchè solo il controllo casuale e randomizzato del lavoro dei medici può portare ad una sanità migliore. Sono certo. Non bisogna denunciare, partendo dal presupposto che ogni medico faccia del suo meglio, ma nemmeno prendere atto. Non bisogna che controlli il paziente ma le istituzioni che devono difendere la salute dei cittadini.

Per non dimenticare…da Report del 2 maggio 2010. settembre 28, 2010

Posted by occhioalgolf in Alberto Nerazzini, Ci sarà un futuro?, Controlli sanitari, La prestazione, Milena Gabanelli, Report, sanitasana.
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MILENA GABANELLI IN STUDIO
A volte anche risanare le casse non e’ cosi’ difficile. Basterebbe controllare. Come dimostra l’esempio che adesso vedremo.
ALBERTO NERAZZINI FUORI CAMPO
A Milano, a un passo dalla stazione, c’e un oculista che dopo vent’anni di lavoro in ospedale senza aver mai subito un controllo, decide di fare tutto da solo.
DOMENICO DE FELICE – MEDICO OCULISTA MILANO
Mi sono chiesto come avrei potuto controllare il mio lavoro. Ho telefonato alla Regione Lombardia per chiedere come facevano loro a controllare il lavoro dei medici nelle varie strutture ospedaliere che siano esse private, accreditate, oppure pubbliche.
ALBERTO NERAZZINI FUORI CAMPO
In Regione Lombardia gli dicono che hanno una piccola squadra di dipendenti, i nuclei operativi di controllo, che vanno in giro negli ospedali a fare dei controlli a campione sugli elaborati scritti, le cartelle cliniche. Siamo nel 2003, e la percentuale delle cartelle monitorata dalla Regione e del due per cento. Il dottore, allora, decide di fare la stessa cosa sui suoi pazienti gia’ operati.
DOMENICO DE FELICE – MEDICO OCULISTA MILANO
Ho voluto controllare quante persone operate nell’ambito oculistico dell’intervento piu’ importante che viene eseguito in oculistica che è la cataratta, quante persone avevano avuto o meno una possibile complicanza dell’intervento stesso, la cosiddetta cataratta secondaria. Che cosa ho fatto: ho raccolto tutte le persone operate in un arco di tre anni, cioe dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2002 e ho trovato, elaborandole tramite computer, 3070 persone operate, quindi circa mille all’anno. Ho estrapolato percentualmente un numero di pazienti in base a quello che mi aveva risposto la Regione Lombardia. Mi dissero che all’epoca controllavano il 2% delle cartelle cliniche: il 2% di 3070 e’  61 pazienti, li ho richiamati per ricontrollarli e vedere se e quanti avessero avuto questa cataratta secondaria.
ALBERTO NERAZZINI FUORI CAMPO
Il dottor De Felice torna a visitare il suo campione di pazienti e scopre qual e’ la percentuale che ha dovuto sottoporsi a un secondo intervento. Solo l’1,6%. Poi confronta il dato con la media registrata della Lombardia che arriva quasi al 19 per cento. I casi sono due: stiamo intervistando un fenomeno della oculistica, oppure…
DOMENICO DE FELICE – MEDICO OCULISTA MILANO
C’e’ qualcosa che non va. Ma l’unico modo per saperlo e’ controllare i pazienti. Controllateli per vedere se e’ stato eseguito bene il lavoro. A me non pare che ci sia nulla di male.
ALBERTO NERAZZINI FUORI CAMPO
De Felice ripete lo stesso studio sullo stesso campione sei anni dopo, nel 2008. E la percentuale non cambia. Dopo aver pubblicato entrambi i lavori sottopone questo metod0 di controllo in Regione.
DOMENICO DE FELICE – MEDICO OCULISTA MILANO
Poteva anche dirmi in alternativa che questa tipo di lavoro era gia stato eseguito, magari senza successo. Purtroppo questo non mi e’ stato detto, mi stato detto anzi che il lavoro era stato fatto egregiamente ma che avrei dovuto trovarmi io gli appoggi per la diffusione del lavoro stesso o tramite la societa oftalmologica o tramite gli ordini dei medici.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Lui ci ha provato, ma alla fine nessuno gli ha risposto. Ricordiamo che ad ogni prestazione corrisponde una tariffa da rimborsare. E sarebbe utile ricontrollare i pazienti perche’ cosi’ scopri se qualcuno ha truffato o non ha eseguito bene gli interventi. A meno che, si voglia liquidare questo oculista come un mago, ma allora andrebbe sostenuto e non ignorato!

Sanitasana-Current TV-You Tube luglio 29, 2010

Posted by occhioalgolf in Ci sarà un futuro?, Controlli sanitari, Current TV, sanitasana.
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By Pass. luglio 27, 2010

Posted by occhioalgolf in Ci sarà un futuro?, Controlli sanitari, Margherita Ledis, sanitasana.
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Da sette anni lotto per cercare conferme. A volte è difficile continuare a lottare quando tutto intorno a te pare fermarsi. Anche la vita.

Poi passi dalla portineria di uno studio chiuso per lavori di manutenzione. Il custode ti consegna una busta. La apri un piccolo libro con un biglietto al suo interno: “Egregio Dottore, avendo seguito con interesse la sua intervista a Report, Le propongo la lettura di questo piccolo libro, fatto stampare a mie spese. Cordialmente Margherita Ledis”.

Le settantasette pagine divorate. La vegogna di fare il medico. La necessità di onestà. Tutto questo in una sola parola: SANITASANA.

Ed io non mollo anche per tutte le Margherita Ledis.

Compratelo e leggetelo. Capirete perchè voglio che i controlli sanitari siano fatti sui pazienti e non sulle cartelle cliniche.

Il titolo: By pass, storia di un intervento.

L’autore: Margherita Ledis.