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Sanitasana e coesione sociale. gennaio 29, 2011

Posted by occhioalgolf in indigenti, S. Francesco.
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Da martedì 1 febbraio sanitasana offrirà la sua opera di oculista agli indigenti presso il poliambulatorio di Via Bonfanti, 9 a Milano dell’Opera S. Francesco il martedì dalle 14 alle 16 ogni quindici giorni.

http://www.fratellisanfrancesco.it/

“se sei affamato di vita devi creare qualcosa che resti”.

Controlli e controllati. gennaio 29, 2011

Posted by occhioalgolf in Controllo.
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Oggi leggo su un giornale che i professori delle scuole sono disposti a rinunciare ad una mensilità, che sarebbe stata aggiunta se si sottoponessero ad esami di controllo della loro preparazione, pur di non farsi controllare!

Già a nessuno piace farsi controllare. Anche nella Sanità. Ma secondo voi non potrebbe essere un metodo veramente reale di meritocrazia e comunque un metodo per ridistribuire meglio le risorse? Leggiamo:

“Abituati a mettere voti giornalmente, a ragionare in termini metrici che vanno dal gravemente insufficiente all’ottimo, l’idea di essere loro a dover essere giudicati proprio non la accettano. Tant’è che hanno detto no. Anche i docenti milanesi, ma era già successo due mesi fa a Torino e Napoli, hanno votato contro la sperimentazione sulla meritocrazia introdotta dal ministro Maria Stella Gelmini. Tanto che il ministero è stato costretto a prorogare i termini di adesione al 7 febbraio. Intanto però tutte le scuole che si sono riunite nel collegio docenti a Milano (città scelta insieme a Cagliari per dare il via al progetto «Qualità e merito») hanno dichiarato la propria indisponibilità. In totale si tratta di 36 istituti comprensivi, ma che aumentano di giorno in giorno. Il primo a dire no è stato l’istituto della scuola primaria Bergognone-Foppette, l’ultimo l’istituto professionale Moreschi. In mezzo alla lista anche il liceo classico Manzoni, lo scientifico Bottoni e l’Itis Feltrinelli.
La sperimentazione sul merito prevede che in ogni scuola vengano premiati gli insegnanti più meritevoli con una mensilità in più a fine anno. Un aumento non più solo in base all’anzianità, ma anche in base al merito. I docenti potranno aderire volontariamente e in ogni scuola dovrebbe essere costituito un «nucleo» di valutazione composto dal preside, da due professori eletti dal Collegio dei docenti e dal presidente del Consiglio di istituto (in qualità di osservatore). La valutazione dovrebbe considerare il curriculum vitae, il documento di valutazione redatto dal nucleo di valutazione, il giudizio sui docenti espresso dai genitori e dagli studenti. Questo almeno nei piani del ministero. Ma non così per i docenti che in questi giorni con volantini, assemblee o tramite web hanno imbastito una campagna per boicottare la sperimentazione. Al grido di: «Diciamo No», tutti dai precari ai docenti all’associazione di presidi si sono schierato contro. «Al ministro diciamo che prima di cercare gli insegnanti bravi da premiare occorrerebbe chiedersi come si fa a metterli in condizioni di esprimere la propria bravura – spiega in una lettera Attilio Paparazzo, segretario Cgil scuola di Milano -. Il lavoro della scuola è un lavoro collettivo, collegiale, gli esiti delle «performances» individuali sono in relazione alle condizioni politiche amministrative, socio-economiche familiari, di contesto ambientale (la classe, il quartiere). Con questo sistema invece non si paga il lavoro, ma il gradimento, la piaggeria, la captatio benevolentiae». O, per le voci critiche, «il solito modo per rendere collegiali i meriti, e di altri le colpe».
Ad acuire il malcontento anche un documento firmato dall’Andis di Milano, l’associazione dei dirigenti scolastici che si è detta disponibile alla sperimentazione sul merito, ma non nel modo in cui è formulato il progetto. «Anzitutto diciamo no alla mensilità in più per i docenti giudicati bravi in questa fase di sperimentazione – spiega Loredana Leoni presidente Andis -. Poi è necessario cambiare i criteri della valutazione». Uno su tutti: la possibilità per gli studenti di votare il prof più bravo. Gli studenti no, potrebbero far valere ragioni poco obiettive. La strada che conduce all’introduzione del merito per gli insegnanti è più impervia che mai. Anche a Milano. ” (Alessandra Pasotti).

Com’è andata a finire? gennaio 25, 2011

Posted by occhioalgolf in IDV.
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Mi hanno appena avvisato che, sabato e domenica scorsa, c’è stato un convegno sulla sanità a Milano (http://idvmilano.it/2011/01/19/22-23-gennaio-convegno-salute-politiche-sanitarie/;  http://www.idvlombardia.it/Portals/0/documenti/2011/Convegno%20salute.pdf ) e, durante i lavori, è stato presentato questo blog e la mia intervista a Report con grande successo.

Appena avrò il filmato lo linkerò. Che sia il momento giusto?

Da che parte sta il giusto ed il sano? gennaio 25, 2011

Posted by occhioalgolf in 2011, Comune di Milano, Controlli sanitari, Sanità, Valerio Onida.
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Ascoltate questo messaggio elettorale del Prof. Valerio Onida. Circa a metà dice:

“La quarta parola è efficienza…garantendo controlli effettivi sui risultati e non solo sulle carte…”

Mi pare un dèjà vu. Sono più di sette anni che cerco di spiegare che la parola magica è controllo. Nella sanità esiste un metodo, basta ampliarlo, sperimentandolo in larga scala, per una nuova sanità.

Qualcuno mi ascolterà? O occorre che “ci metta la faccia” in prima persona, magari già dalle prossime comunali di Milano del maggio 2011?

Commentate e date suggerimenti, dopo aver ascoltato questa persona moderata. Da che parte sta il giusto ed il sano?

La parola magica è controllo. gennaio 14, 2011

Posted by occhioalgolf in Controlli sanitari, sanitasana.
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Solo controllando si può non vergognarsi di far parte della categoria dei medici, se le cose raccontate in quest’articolo sul Giornale di oggi sono vere:

Siamo allenatissimi a qualunque genere di truffa, abbiamo tantissimi connazionali creativi che ogni giorno ci infliggono le loro prove sublimi, ma c’è una brutta razza di individui cui nessuno mai riuscirà ad abituarsi: i criminali della sala operatoria. I carabinieri dei Nas sono certi di averne smascherato un altro, all’ospedale di Ragusa: è il primario di chirurgia toracica Ignazio Civello, 62 anni, principe del bisturi, almeno nel suo circondario. Rabbia feroce e indicibile disgusto nel riferire le accuse che lo inchiodano. Non siamo nel campo – fertilissimo, come no – della malasanità classica all’italiana, con sviste, errori, liti e sganassoni comunque in buonafede. Siamo molto al di là: direttamente nel cinico e nel crudele. L’inchiesta parla di interventi inventati o gonfiati a puro scopo di lucro. La tecnica è un capolavoro di barbarie: il luminare terrorizza i pazienti parlando di forme tumorali molto gravi, tali da rendere necessario il prelievo dell’organo. Via un’ovaia a una ragazza molto giovane, via l’unico rene funzionante a una donna, quindi ridotta alla dialisi. Via lo stomaco a due malati, senza motivo. C’è pure il caso di un doppio intervento nel giro di poco tempo, il secondo spacciato per necessario, in realtà necessario soltanto alla rimozione di una garza dimenticata sotto. Inutile aggiungere che anche in questa corsia degli orrori aleggia il solito ricatto psicologico, purtroppo molto in voga in tanti altri ospedali italiani: signora, se si mette in lista l’intervento va molto in là, se lo fa a pagamento possiamo operare subito. Ci lasciano liberi di scegliere, i gentiluomini: come se davvero noi fossimo in grado di reggere l’alternativa, come se davvero una strada valesse l’altra, come se davvero il nostro stato di prostrazione e di soggezione ci permettesse di ponzare saggiamente il comodo dilemma…
Dopo l’inevitabile scelta, il business monta. Anche questo primario e i suoi sodali – altri sette i denunciati, lui ai domiciliari – non si accontentano del semplice intervento: taglio per taglio, massimizzare il fatturato. E avanti con il crimine più odioso: asportare organi, cioè pezzi di creature umane, cioè vita, senza alcuna necessità medica. Così, per aumentare l’incasso. Perché è evidente a tutti come un’asportazione renda enormemente più del semplice intervento riparatore. Se questa è tutta verità, il tenore burocratico delle accuse – concussione, falso ideologico, abuso d’ufficio – non rende minimamente l’idea della colpa. Siamo di fronte a mostruosità indicibili, degne delle ben note pratiche di Hitler nei suoi campi di sterminio. Il primario di Ragusa riesce a superare di slancio le già ributtanti efferatezze che sono costate 15 anni e 6 mesi in primo grado al popolare Pier Paolo Brega Massone, collega emerito, arrestato a Milano per interventi inventati o gonfiati nella clinica Santa Rita. Evidentemente il filone non si esaurisce mai. Che gli uomini, per denaro, facciano qualunque cosa non è scoperta recente. Ma che certi medici squartino spudoratamente il prossimo è la più imperdonabile di tutte le bassezze. Rovinano le persone. Soprattutto, sfruttano meschinamente lo stato di inferiorità psicologica, diciamo pure di totale dipendenza, che nei momenti della malattia tutti quanti avvertiamo. Ci rivolgiamo ai luminari in camice bianco inermi e smarriti come bambini, pendiamo dalle loro labbra e dal loro sapere, non badiamo a spese per beneficiare delle loro cure, ma loro che fanno? Molti di loro, troppi di loro, in piccola o in grande scala, ci guardano come si guarda alla slot-machine I più voraci, quelli con la cotenna a prova di sentimento, spingono fino in fondo, senza pudori, senza limiti, senza avvertire il minimo disagio. Cosa sarà mai, un’ovaia in meno, per una ragazza con tutta la vita davanti, con tante speranze di farsi una famiglia, avere dei figli, coltivare sogni e inseguire felicità. Cosa sarà mai, un rene in meno, per una donna che ne ha uno solo, che a questo rene affida tutte le speranze di una vita accettabile e decorosa, fuori dalla dittatura spietata della dialisi. Cosa sarà mai uno stomaco in meno, cosa saranno mai tutti questi piagnistei. Gli affari sono affari. Se ci inventiamo un tumore, se lo portiamo via con tutto l’organo interessato, alla fine questa umanità disperata ci sarà pure riconoscente per il resto dei suoi giorni…
Chiuderli in cella, buttare la chiave. E non c’è altro da aggiungere.

Il futuro inizia oggi: 1-1-11 gennaio 1, 2011

Posted by occhioalgolf in ECG, iPhone.
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Con l’applicazione per iPhone, che verrà presentata la prossima settimana al CES di Las Vegas al costo di circa 100 dollari prodotta in collaborazione con Oregon, si potrà effettuare un elettrocardiogramma utilizzando un adattatore con elettrodi! Siamo nel futuro!

Gesù Bambino. dicembre 30, 2010

Posted by occhioalgolf in Gesù Bambino.
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Leggere gli articoli del Corriere della Sera cinque giorni prima della nascita di Gesù Bambino e cinque giorni dopo c’è da rabbrividire. Andiamo con ordine.

Nel post del 20 dicembre vi ho raccontato dell’articolo dei tre chirurghi pediatri che si lamentano del basso ritorno economico in DRG di interventi di chirurgia pediatrica. Ho scritto una mail alla giornalista che, ad oggi, non mi ha risposto. Le avrei spiegato che hanno fatto bene i tre chirurghi a lamentarsi ma che ci sono altri modi per equilibrare i rimborsi da parte della regione per le prestazioni mediche. Ho fatto l’esempio, ed ora lo dettaglio meglio, che una visita complessiva dell’occhio viene rimborsata, ad oggi, 22,50 Euro. La visita complessiva dell’occhio prevede valutazione della capacità visiva, misurazione della pressione oculare, esame del segmento anteriore, esame del segmento posteriore. Invece il test di Schirmer, eseguito con due pezzettini di carta inseriti nel fornice congiuntivale per valutare la lacrimazione, 36,00 Euro. E’ naturale che non vi è nessun paragone possibile tra le due prestazioni in quanto la prima serve a valutare eventuali patologie a volte anche gravi mentre la seconda a niente o quasi. Nella prima esiste un rischio professionale di errore, nessuno nella seconda. Siamo sicuri che non esistano colleghi che eseguono inutilmente la seconda avendo un profitto maggiore senza rischi? Basterebbe il controllo per sapere. Non potremmo utilizzare le risorse di prestazioni inutili, o quasi (e quante ce ne sono?), per aumentare i rimborsi di prestazioni importanti, a volte per la vita, in particolare nei bambini?

Sempre sul Corriere della Sera di oggi, casualmente la stessa giornalista, parla di incentivi per gli infermieri della Mangiagalli di Milano, se si lavano maggiormente le mani per ridurre le infezioni nei neonati!!! Si avete capito bene incentivi per lavarsi le mani. Ma fanno gli infermieri o quale altro mestiere? Ma non si può configurare come una istigazione a non fare ciò che normalmente dovrebbero? Qualcuno dirà se non mi pagate non mi lavo le mani!!! Incredibile.

Questa è la sanità di oggi e del futuro! Peccato che non posso più mandare la letterina a Gesù Bambino. Gli avrei chiesto di tornare fra noi a mettere un pò d’ordine.

Considerazioni di fine decennio. dicembre 26, 2010

Posted by occhioalgolf in 2011, Alberto Nerazzini, Ambra Orfei, Arianna, Beppe Grillo, Canale Italia, Ci sarà un futuro?, Com'è andata a finire?, Controlli sanitari, Current TV, Davide Boni, Domenico De Felice, Facebook, Giornale, Giovanni Macrì, Guido Podestà, Ivan Rota, L'altra televisione, La prestazione, Laura Molteni, Manuela Donghi, Matteo Salvini, Milena Gabanelli, Odeon TV, ordine dei medici, Pomeriggio Italia, Rai 3, Regione lombardia, Report, sanitasana, SOI, Speciale TG, Telereporter, Tony Damascelli, Twitter.
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Sono passati sette anni e quattro mesi da quando ho iniziato a studiare e cercare di applicare e diffondere un nuovo metodo per il controllo sanitario.

Ricordo le pubblicazioni su Viscochirurgia; il mio libro “Ci sarà un futuro? Una sanità migliore in un mondo migliore”; l’articolo sul Giornale di Tony Damascelli; le interviste a Canale Italia, a Telereporter, a Rai 3 per Report, a Current TV. Ho mandato mail, sms, post su questo blog che ho fatto nascere appositamente nel luglio 2009. Ho diffuso un concetto nuovo di sanità sana tramite Facebook, Twitter. Ho riassunto tutto quello che ho fatto negli ultimi due anni su un nuovo libro che uscirà a breve e che, in onore della trasmissione più importante che mi ha capito ed ospitato, si chiamerà “Com’è andata a finire?”.

Cosa ho avuto in risposta concreta?

Dalle Istituzioni da me contattate, tra le quali Regione Lombardia, Ordine dei medici, Società Oftalmologica Italiana e molte altre, poco o assolutamente niente.

Dai politici, tra i quali Guido Podestà, Matteo Salvini, Davide Boni, Laura Molteni, Ivan Rota e molti altri di qualunque colore politico, poco o assolutamente niente.

Dal mondo della cultura (?!), tra i quali giornalisti, magistrati, gente dello spettacolo e molti altri, poco o assolutamente niente.

Dai colleghi e dagli amici, poco o assolutamente niente.

Ecco ora, a fine di questo nuovo anno, mi domando in fondo cosa posso chiedere dagli altri se, anche dalla mia famiglia, a cominciare da mia moglie (anche se separata) e da mia figlia, non ho mai ricevuto in questi lunghi anni nemmeno una parola di incitamento, di appoggio e, forse, di gratitudine, per quello che cercavo di imporre per il bene di tutti. Per lottare bisogna essere in tanti, ed io mi sento profondamente solo. Mi pare che gli altri mi considerino un pazzo che voglia scardinare un sistema ormai che viaggia “senza controllo”. Ecco, in questi sette anni, non ho mai incontrato nessuno che mi abbia detto che lottava con me e mi dava aiuto serio per la diffusione. Paura? Disinteresse? Egoismo? Ma la sanità non dovrebbe essere un bene comune?

Un nuovo anno è alle porte ed io, ormai da qualche mese, penso con decisione di fermare tutto. Non ho più stimoli. Mi sembra di parlare solo. Vorrei chiudere i miei blog, il mondo di internet. Mi sembra, in fondo, che non interessi nessuno se non a poche persone che, forse, mi vogliono bene.

Ecco il mondo di Internet. Pensate a come, questo mondo, abbia reso importante ad esempio Beppe Grillo, anche a lui ho fatto avere tutto, tramite il suo agente che ho conosciuto personalmente, e non mi ha nemmeno risposto. Ma siamo sicuri che a lui interessi veramente il mondo e le persone o solo il suo conto in banca e quindi non rischia a parlare di un sistema difficile come quello sanitario?

Ecco che ora, nel farvi gli auguri per il prossimo anno e decennio, vi chiedo seriamente e con coraggio di diffondere, da oggi, il mio concetto di sanitasana. Voi e solo voi potete diffondere ad altri, la catena si allungherà e, prima o poi toccherà qualcuno veramente interessato al bene comune. La trasmissione di Report, a cui ho partecipato, è stata vista da più di 11.000.000 di persone, ma questo mondo è più vasto. Basta volere. Non ho bisogno di manifestazioni di solidarietà, ma di diffusione delle mie idee. La sanità ne ha bisogno.

Basta che ognuno di voi scriva e dica a tutti quelli che conosce che nessuno mi fermerà.

Al contrario, se non avrò appoggio concreto e serio nemmeno qui, comincerò a pensare di essere veramente pazzo ed il Sistema vincerà.

“Se sei affamato di vita devi creare qualcosa che resti”

Sanitasana o, forse, in parte malata. dicembre 21, 2010

Posted by occhioalgolf in Chirurgia pediatrica.
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Questo l’articolo del 20 dicembre 2010 di Simona Ravizza sul Corriere della Sera. Un bell’augurio di Natale!
“Tre super bisturi della pediatria si uniscono, per la prima volta, per lanciare un appello ai vertici del Pirellone: «Basta penalizzare la chirurgia sui bambini». Il cardiochirurgo Alessandro Frigiola, primario al Policlinico San Donato, è conosciuto a livello internazionale per gli interventi a cuore aperto sui neonati: sua l’operazione di 7 ore nell’agosto zoo8, tra le poche al mondo, su un bambino di cinque settimane nato con il cuore fuori dalla cassa toracica. Roberto Brusati, primario del San Paolo, è un fuoriclasse della chirurgia maxillo facciale: il primo intervento in Italia N Alessandro Frigiola Chi è all’avanguardia rischia di trovarsi con i conti in rosso di costruzione completa del naso l’ha realizzato lui nel luglio 2007 su una bimba di 7 anni. Paolo Nucci, neodirettore della Clinica oculistica universitaria del San Giuseppe, ha effettuato lo scorso luglio il primo trapianto in Europa di cornea artificiale su una bebè di io mesi. Ora i tre medici di Milano chiedono un regalo di Natale alla Regione Lombardia nell’interesse dei più piccoli: «E necessaria una revisione dei Drg, ovvero dei rimborsi forfettari, previsti per gli interventi effettuati sui bambini — dicono —. Oggi gli ospedali all’avanguardia che si occupano di malattie complesse in età pediatrica sono fortemente penalizzati dal punto di vista economico e uniscono per lavorare spesso in perdita». Il rischio è che, avanti di questo passo, la chirurgia pediatrica venga ridimensionata perché non remunerativa. Non usa giri di parole, Nucci: «Tra qualche anno nessun ospedale vorrà farsene carico. Non solo perché non ci saranno più specialisti, come da tempo dice Virgilio Ferrario, preside della facoltà di Medicina. Ma anche perché operare i bambini non conviene e i centri che lo fanno rischiano di finire con i bilanci in rosso». L’oculista fa un esempio: «Ci sono interventi come quelli per la correzione della ptosi (l’impossibilità di mantenere la palpebra sollevata, ndr) — causa di una grave e permanente riduzione della capacità visiva in età pediatrica — paradossalmente rimborsati un terzo in meno rispetto agli stessi eseguiti su un adulto. Eppure l’operazione sui bambini è più complicata, anche perché non può avvenire in anestesia locale come per gli altri». Spiega Alessandro Frigiola: «Il rimborso per un intervento cardiochirurgico complicato in un bambino non arriva ai zo mila euro. Mentre la sua permanenza in terapia intensiva, che può durare mesi, costa duemila euro al giorno. Gli ospedali che si sobbarcano le operazioni pediatriche più all’avanguardia sono destinati, dunque, ad andare in perdita». Sono considerazioni condivise da Roberto Brusati: «Un’operazione per la labiopalatoschisi (conosciuta come labbro leporino, ndr) vale solo 2.800 euro indipendentemente dalla sua complessità — dice —. Il San Paolo è tra i pochi ospedali in Italia che la corregge con un solo intervento chirurgico. Spesso altrove ne vengono fatti anche due-tre, con più disagi per il bimbo, ma con la possibilità di incassare due-tre volte il rimborso previsto». Di qui il richiamo alla Regione Lombardia: «Le delibere del Pirellone hanno un enorme impatto a livello nazionale. Quasi sempre le scelte della sanità lombarda dopo alcuni mesi vengono condivise e adottate da tutte le regioni. Per questo l’appello a rivedere i rimborsi per le prestazioni chirurgiche nei bambini non può che essere rivolto alle autorità regionali da sempre attente verso le richieste che vengono da chi sta sul campo».”.
E questa la mail da me inviata alla giornalista e a numerose persone fra colleghi, magistrati, istutuzioni, giornalisti e amici:
“Ho appena letto il suo articolo sulla chirurgia pediatrica.
Premetto che non lo contesto. Conosco di fama, facendo l’oculista, uno dei chirurghi intervistati e lo ammiro professionalmente.
Il problema pero’ dei DRG e’ proprio questo. Abbatte le liste di attesa e offre una cifra forfettaria per ogni prestazione. Spesso questa cifra non e’ adeguata alla prestazione stessa. Mi viene in mente che il test di Schirmer per l’ipolacrimazione viene pagato molto piu’ di una visita complessiva dell’occhio!
Immaginiamoci cosa succede per interventi chirurgici importanti!
C’e’ il rischio che non si trovino piu’ studenti disposti a studiare medicina, come accade da diversi anni, perché il rischio professionale e’ alto a causa dei contenziosi e quindi le assicurazioni aumentano sempre piu’. Ma soprattutto ci puo’ essere il rischio che, alcuni medici, meno responsabili ma soprattutto con “meno voce” di quelli intervistati, possano accettare comunque, per essere nel perverso “mercato” sanitario di concorrenza, di eseguire prestazioni maggiori per mantenere profitti.
Bisognerebbe quindi, oltre che rivedere tutti i DRG, avere un controllo completo del lavoro dei medici.
Da sette anni dico che il controllo sta alla base della vita e ancor di più del sistema sanitario.
La invito a leggere www.sanitasana.wordpress.com, il mio libro, le mie interviste televisive e l’articolo di Tony Damascelli sul Giornale.
Nessuno ascolta e nessuno risponde. Soprattutto le istituzioni.
C’e’ il rischio che i giovani non comprendano.
C’e’ il rischio che ci si abitui ad una sanità in cui il guadagno e’ al centro e non il bene del paziente.
Da quando la sanità e’ diventata “azienda” la “missione” non esiste più. Bisogna far quadrare i bilanci.
Ecco lotti con me per questo e dia voce, lei che può, a chi spesso non può averla.
Gradirei molto che facesse leggere questa al suo direttore, che stimo profondamente, e che organizzasse una intervista, se crede. Ma comunque ne parli.

Non perdiamoci di vista!”

Pensate che qualcuno risponderà?

Com’è andata a finire? dicembre 18, 2010

Posted by occhioalgolf in Alberto Nerazzini, Ci sarà un futuro?, Com'è andata a finire?, Controlli sanitari, Domenico De Felice, La prestazione, Milena Gabanelli, Report, sanitasana.
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Un altro anno sta per finire. La mia battaglia per una sanità nuova e sana non si ferma. Tra poco andrà in stampa la mia nuova fatica che, in onore della trasmissione giornalistica più riconosciuta, si chiamerà “Com’è andata a finire?”. Un augurio per un Natale sereno ed un 2011 felice e sano!