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Un pò di storia

Questi sono tutti gli articoli scritti sul mio blog www.occhioalgolf.wordpress.com.

Incontro a Palazzo Maggio 29, 2007, 6:49 pm

Ieri alle 19 sono stato ricevuto dall’Assessore alla Sanità della Regione Lombardia Dott. Luciano Bresciani. Il tema del colloquio riguardava il Progetto NOYAG che potrete leggere diffusamente cercando nel Blog.

L’Assessore si è mostrato molto interessato: in particolare ho spiegato che i criteri di appropriatezza per controllare gli esborsi per le prestazioni sanitarie, a mio avviso, piuttosto che basarsi su semplici rilievi cartacei (Cartella clinica), dovrebbero essere eseguiti su un campione significativo di pazienti effettivamente visitati dopo il trattamento medico o chirurgico.

Questo porterebbe ad un maggior controllo del lavoro sanitario nella sua interezza e porrebbe la Regione Lombardia a maggior contatto, come soggetto erogante, al paziente, che si sentirebbe in questo modo più tutelato dalle Istituzioni.

Sto completando il lavoro a sei anni di quei casi chirurgici e, se il Dott. Bresciani  mi appoggerà, potrà forse nascere un nuovo modo di fare e controllare la Salute pubblica con una migliore ridistribuzione delle risorse umane ed economiche.

Mail al Dott. L. Bresciani Luglio 26, 2007, 12:01 pm

Oggi, a tre mesi dall’apertura di questo Blog,  dopo aver terminato un lavoro, che potrete leggere interamente fra le Pagine (PCO e YAG capsulotomia: follow-up a sei anni di 3070 casi),  come in accordo con l’Assessore alla Salute della Regione Lombardia Dott. L. Bresciani (vedi Incontro a Palazzo maggio 2007) ho inviato accompagnato dallo scritto sottostante:

Egregio Dott. Bresciani,

come promesso Le invio il nuovo articolo terminato ieri.

Come vedrà la percentuale di complicanze è ovviamente cambiata ed aumentata visto che il follow-up è di sei anni e non più di tre.

Tale studio comunque, come già detto a voce voleva semplicemente cercare di stabilire, non sul cartaceo, ma visitando i pazienti, quale fosse una percentuale valida di complicanza di un atto medico.

Ciò per due fini:

il primo cercare di riavvicinare il paziente alle strutture erogatrici della prestazione sanitaria.

Il secondo contestare ciò che un Pubblico Ministero (Raimondi) dice: “Ci sono strutture private che fanno dei DRG un uso criminogeno” (vedi Corriere della Sera 18.03.07).

Ed in più (vedi Corriere della Sera 26.03.07) non è affatto detto che se si spende di più il benessere sociale, reale o percepito, salga.

In medicina nessuno, a mio avviso deve eseguire atti medici o avere complicanze per ottenere maggiori DRG.

Da medico vero ed onesto, credo si debba controllare e porre la Regione in testa al controllo.

Mi piacerebbe, in ultima analisi, sapere se questo metodo possa, sviluppandolo adeguatamente, essere utile alla Regione Lombardia per controllare veramente i pazienti, e non il cartaceo (cartella clinica), in modo tale da avvicinarli maggiormente al soggetto erogante.

Sono a disposizione.

Con ossequi

Sono certo dell’interessamento diretto dell’Assessore e spero che ci possa essere un futuro.

Vi terrò aggiornati.

Ci sarà un futuro? Dicembre 4, 2007, 9:22 pm

Volevo aggiornarvi sul mio “Incontro a Palazzo” (vedi articolo precedente). Il 28 novembre ho ricevuto una mail dalla Segreteria Particolare del Dott. Bresciani che mi invitava a contattare il Dott. L. Merlino per un incontro di approfondimento relativo al mio progetto (vedi Progetto No Yag). L’appuntamento è previsto per il 13/12/2007 alle 18,30.

Nel contempo ho avuto il piacere di partecipare ad una cena con Matteo Salvini, Capogruppo Lega Nord del Comune di Milano. Persona squisita e preparata che era al corrente di questo progetto.

Ci sarà un futuro? Le Istituzioni vorranno stare finalmente dalla parte del cittadino? La Regione Lombardia vorrà essere al centro di questo progetto di controllo reale della salute, sviluppandolo adeguatamente e, naturalmente, migliorandolo? Io ci sono, come medico, al fianco dei malati e dei cittadini della mia Regione.

Vi terrò informati.

Incontro a Palazzo. Gennaio 10, 2008, 8:20 pm

Il giorno 13/12/2007 ho avuto un incontro con il Dott. L. Merlino in Regione per il mio programma “No Yag” (vedi articoli correlati). Mi è stato promesso un interessamento diretto ed aspetto ancora di essere contattato.

Spero con voi e per voi che “ci sarà un futuro”.

Vi terrò informati.

Ci sarà un futuro? Giugno 15, 2008, 2:41 pm

Faccio il medico dal 1981. Quando leggo sui giornali della malasanità mi vergogno. Il caso di quella Casa di Cura milanese mi ha profondamente colpito. Sono convinto che la Magistratura in medicina non dovrebbe intervenire, nel senso che nessuno dovrebbe effettuare diagnosi o interventi solo per lucro personale, ma semplicemente per il bene del paziente. Dico che mai nessuno deve approfittarsene di essere stato autorizzato “a guarire”. Con ciò nessuno è perfetto, può capitare di effettuare errori, ma nessun camice bianco deve sbagliare sapendo di sbagliare.

Il controllo del lavoro sanitario è molto difficile.

Sono cinque anni che studio, e facccio di tutto per cercare di far applicare, un nuovo metodo di gestione sanitaria in cui il paziente ritorni al centro del discorso. Oggi i controlli si effettuano sul cartaceo (cartella clinica) mentre, a mio avviso, bisognerebbe richiamare a visita, con un campione significativo, i pazienti trattati (chirurgicamente o no). Questo è l’unico modo per recuperare il rapporto medico paziente, ormai profondamente deteriorato come tutti i rapporti interpersonali, a  cominciare da quelli familiari.

Io non mollo e farò di tutto per cercare di quadrare il cerchio come fece Leonardo da Vinci.

L’uomo Vitruviano (1490) Accademia di Venezia

Ci sarà un futuro? Giugno 24, 2008, 5:51 pm

Ieri, io ero già in sala operatoria, una cara persona giornalista, con cui faccio colazione da anni al Biffi di Milano, mi invia l’sms che riporto: “Congratulazioni. La sua lettera è pubblicata sul Giornale di oggi. Speriamo sia preliminare al successo che il suo impegno merita. Con simpatia pgc”.

Quasi non credevo. Dopo cinque anni che faccio di tutto per fami ascoltare, finalmente qualcuno si degna di dedicarmi un piccolo spazio. Forse il futuro è già oggi. Spero e lotto. Leggete e seguitemi. Vi terrò informati.

Ci sarà un futuro? Luglio 22, 2008, 9:47 pm

Vorrei tanto che il rapporto medico-paziente migliorasse ed è per questo che non mollo.

Tramite Tiberio Fusco, paroliere di Piero Chiambretti, miei carissimi amici, riesco ad avere un contatto con una inviata di Libero per esporre il mio progetto di controllo e gestione sanitaria. E’ ormai qualche giorno che ho incontrato tale giornalista che a Tiberio ha detto “ritengo l’articolo interessante. Lo scriverò, salvo urgenze, la settimana prossima”. Decido il 10/07/2008 di inviare questo sms alla giornalista: “Sul Giornale di oggi il nuovo Presidente della Santa Rita di Milano, Luigi Colombo, dice: “individuare una società di consulenza per attvare i controlli”. Ma basterebbe ricontrollare i pazienti e non le carte! Confido in Lei”.

Nel frattempo dalla Redazione di Viscochirurgia mi avvisano che verrà pubblicato il mio secondo articolo che potete leggere fra le pagina (PCO e YAG capsulotomia: follow-up a sei anni di 3070 casi).

Aspetto più che mai determinato. Vi terrò informati.

Ci sarà un futuro? Agosto 27, 2008, 9:21 pm

Sono ancora in attesa di nuove notizie sulla pubblicazione del mio secondo lavoro (che potete leggere fra le pagine) su Viscochirurgia di settembre e su un articolo, su Libero, riguardante la mia idea per migliorare il controllo sanitario. Il libro da me scritto che raccoglie i passi di questa idea, non avendo “angeli in paradiso”, ho deciso di stamparmelo da solo e, se volete potrete acquistare sul sito www.ilmiolibro.it. Vi terrò informati.

Ricordate solo l’interesse ed il potere dei numeri fanno la forza!

Ci sarà un futuro? Ottobre 16, 2008, 4:06 pm

Ieri mi è arrivata al mio studio la rivista di settembre di Viscochirurgia con il mio secondo articolo finalmente pubblicato (nelle pagine: “PCO e YAG capsulotomia: follow-up a sei anni di 3070 casi”).

Continuo a domandarmi come mai riviste scientifiche mi danno voce e nessuno di quelli che amministrano mi danno risposte.

Addirittura questa rivista ha scelto tre domande (13-14-15), riguardanti il mio articolo, per l’Educazione Continua in Medicina (E.C.M.).

Spero che l’urlo dei blog possa, prima o poi, farmi sentire. Da cinque anni sono certo che è una buona idea. Aiutatemi. Vi terrò informati.

Ci sarà un futuro? Novembre 28, 2008, 1:36 pm

Ieri sera, ho partecipato ad una riunione del gruppo Sanità della Lega Nord. Erano presenti l’On. Salvini e la Dott.ssa Cantù direttore generale dela A.S.L. di Milano.

Ancora una volta, ho sentito parlare di controlli effettuati sulle cartelle cliniche.

La regione Lombardia, attualmente, starebbe eseguendo controlli non più pari al 2% ma al 6%, con previsione di raggiungere il 10%.

Ho cercato di spiegare all’On. Salvini, al quale ho regalato una copia del mio libro, che, come dico da tempo, il controllo sul cartaceo in medicina non ha nessun senso. Se controllo deve esserci, l’unico modo per essere adeguato, va eseguito sui pazienti.

Mi spiego meglio.

Un medico ha il dovere di fare una diagnosi e di instaurare una terapia, medica o chirurgica.

C’è un solo modo per sapere se la diagnosi e la terapia effettuata ha avuto un buon esito: ricontrollare il paziente.

La regione Lombardia, invece di controllare le cartelle cliniche, dovrebbe fare ciò che fa il medico: ricontrollare il paziente. Solo così i controlli sanitari sono utili per una maggiore economia gestionale ma soprattutto per cercare di riavvicinare il cittadino alle strutture erogatrici, ed il paziente al medico.

Finchè avrò forza il mio impegno non mancherà.

Spero che l’On Salvini (www.matteosalvini.com) riesca a leggere il mio libro e possa cambiare un sistema di controllo che fino ad oggi non ha portato a nessun esito.

A me non interessa il credo politico, ma il bene del paziente.

Se siete interessati a diffondere ciò in cui credo profondamente, ed ho dimostrato che si può applicare, vi consiglio di leggere il mio libro.

Vi terrò informati.

Ci sarà un futuro? Febbraio 5, 2009, 8:14 pm

Volevo aggiornarvi sulla mia lotta.

Aspetto ancora notizie valide, suggerimenti, critiche da diversi giornalisti interpellati di quasi tutte le testate: Il Giornale, Libero, La Repubblica. Tutti molto interessati all’argomento ma preoccupati della detonazione.

Quella sicuramente battagliera e che non penso si fermerà è la padrona dell’Ospedale dove lavoro. Mi ha piacevolmente stupito. Il suo interesse, la voglia di capire fino in fondo mi rinnova la linfa per battagliare e continuare.

Un mio caro amico dietologo molto famoso e spesso in televisione è stato anche da me interpellato. Il responsabile della trasmissione di Fazio su Rai 3 ha ricevuto il mio libro.

Fino ad ora NESSUNA RISPOSTA. Ma io non mollo.

Sono convinto che occorrano più controlli sanitari e meno cartacei. Io ho sviluppato un metodo. Sono pronto a scendere in campo direttamente per cercare di applicarlo per avere MENO BUROCRAZIA E PIU’ SANITA’.

Vi terrò informati.

Ci sarà un futuro? Maggio 3, 2009, 10:07 pm

Oggi compero come al solito il Giornale.

Gioco a golf. Torno a Milano tra i miei mille pensieri.Mi siedo sulla mia poltrona di casa. Sfoglio il Giornale ed a pagina 13 mi attira l’attenzione:

“Il caso: Sanità, quando nessuno controlla i controllori” di Tony Damascelli (http://www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=5288).

Parlano di me, del mio libro. Della mia idea di controllo e di onestà.

Sono certo che mio padre sarebbe fiero.

Questo l’articolo su ilGiornale.it:

domenica 03 maggio 2009, 07:00

Sanità, quando nessuno controlla i controllori

di Tony Damascelli

Chi controlla il lavoro dei medici? O meglio, chi controlla chi dovrebbe controllare il lavoro dei medici? Bella domanda, roba da telequiz. Eppure da qualche mese è in circolazione un libro, sembra trattarsi di un opuscolo ma potrebbe diventare un sasso contro una vetrina, dal titolo Ci sarà un futuro? Con sottotitolo rassicurante Una sanità migliore in un mondo migliore, scritto da Domenico De Felice, medico per l’appunto, oculista con l’hobby del golf e la passione forte per la propria professione.
De Felice ha messo assieme, in un centinaio scarso di pagine dettagliate, cinque anni di studi, di raccolte dati, di elaborazione sulla qualità della sanità, del sistema che la regola, in questo Paese che viaggia su tre velocità: quella dei docenti (i medici) quella dei discenti (i pazienti) e quella, infine, dello Stato. I casi recenti di cronaca hanno confermato che il mondo della sanità, pubblica e privata, è attraversato da potentati economici e, a volte, da un sistema che si basa sulla burocrazia, sulla routine amministrativa (per usare un’immagine morbida) e non sull’efficienza del servizio, con uno sbilancio tra numero di prestazioni ed esborsi della sanità pubblica, un’inefficienza che smantella qualunque criterio di budget ed esaspera invece gli sprechi. Spesso nei congressi medici si leggono relazioni, verificate a parole, su centinaia di casi clinici, cosa praticamente impossibile, secondo De Felice, che ha sperimentato personalmente un limite a questa ricerca statistica. In breve, il lavoro di De Felice è indirizzato a migliorare la programmazione e il carico dei costi dell’attività sanitaria e, insieme, la qualità delle prestazioni ma soprattutto a recuperare l’equilibrio economico contabile, la distribuzione delle risorse laddove, purtroppo, l’efficienza di un ospedale non è pareggiata dalla stessa efficienza del sistema sanitario nazionale. Il sistema delle «diagnosis related group», la categoria di pazienti ospedalieri accomunata da caratteristiche cliniche analoghe e che richiedono, dunque, un volume omogeneo di risorse ha portato a spese clamorose, inversamente proporzionale al benessere del paziente e della società. Il ruolo della Regione diventa in tal senso determinante, nel controllo. Nonostante il nostro Paese figuri, dopo la Francia, nell’eccellenza europea dell’assistenza medica, si può fare di più, molto di più. Un maggiore coinvolgimento dei medici nello «studio» dei propri pazienti, accentuando la percentuale dei controlli, una analisi continua del lavoro, utile per la ricerca e, innanzitutto, essenziale per evitare gli sprechi della sanità pubblica che si limita ad erogare, infine il tentativo di riportare il rapporto tra medico e paziente a quello che era, diretto, personale, immediato, trasformatosi invece in un contatto «schematico» «statistico», «anonimo». Togliendo, dunque, dal titolo del libro di De Felice il punto di domanda: ci sarà un futuro

Ci sarà un futuro? Maggio 4, 2009, 6:54 pm

su www.ilGiornale.it in archivio alla pagina 13 dell’edizione del 03 maggio 2009.

Il caso 03042009

W la sanità sana! Giugno 5, 2009, 5:09 pm

Parlano di me anche qui.

http://www.farmacinetica.org/index_file/stampa&web_file/090503giornale.pdf

Ci sarà un futuro? Luglio 4, 2009, 4:11 pm

Oggi ho avuto il piacere di pranzare con un Onorevole della Commissione parlamentare Affari Sociali.

Due ore fitte di colloquio sul mio progetto per una nuova via di controlli sanitari.

Ha promesso un interessamento ed una diffusione del mio libro a tutti i componenti della Commissione ed al Ministro della Salute.

Io comunque non mollo. Vi terrò informati.

Commenti»

1. Carla - agosto 7, 2009

Molto interessante questo blog, complimenti!
Ho letto con piacere e crescente interesse tutto quello pubblicato fino ad ora e, anche se è una materia della quale sono digiuna , mi ha molto colpita la chiarezza che ho incontrato nella mia lettura.
Penso che una così limpida chiarezza d’esposizione corrisponda ad una determinata chiarezza di pensiero da parte dell’autore.
Grazie per questo progetto!
Carla

2. giulia iorelli - luglio 13, 2010

Grazie Dr: De Felice per portare avanti una battaglia che non ha precedenti ! finalmente un Medico onesto sensibile trasparente che si schiera per la difesa dei malati !
Le faccio i miei complimenti DR. De Felice

Giulia Iorelli


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